E-commerce Vino verso consumatore finale: lo stai facendo nel modo giusto?

Il mondo del vino visto dalla prospettiva del canale e-commerce è un gran mondo, tutto da esplorare!

Un canale ormai da anni sdoganato e che non ha sempre visto periodi di crescita intensa ma che sicuramente dona soddisfazioni agli operatori del settore. Senza addentrarmi nei numeri, che lascio al buon Baccaglio Marco che con grande maestria da anni ci insegna molto, con il suo I numeri del Vino , voglio fare una considerazione su quelle che sono le prassi fiscali e amministrative messe in atto dalle aziende produttrici, dalle cantine e da chi commercializza questo amato prodotto, in riferimento ad IVA e Accise. Come ogni consulente che si rispetti la domanda che mi pongo è: il Cliente sta applicando la normativa nel modo corretto?

Per quanto riguarda la normativa IVA possiamo dire con serenità che il 1 luglio 2021 è la data da ricordare: nasce il sistema OSS (Ex-MOSS) e viene recepita l’originaria Direttiva Ue n. 2455/2017. L’adozione del sistema OSS comporta diversi vantaggi per chi opera nel mondo e-commerce che si rivolge al mercato intracomunitario, oltre confine nazionale. Solo per ricordare alcuni vantaggi riporto quanto presente nel Sito Agenzia delle Entrate.

Lo sportello unico semplifica gli obblighi in materia di IVA per le imprese che vendono beni e forniscono servizi a consumatori finali in tutta l’UE, consentendo loro di:

  • registrarsi elettronicamente ai fini IVA in un unico Stato membro per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ammissibili a favore di acquirenti situati in tutti gli altri 26 Stati membri
  • dichiarare l’IVA tramite un’unica dichiarazione elettronica OSS IVA ed effettuare un unico pagamento dell’IVA dovuta su tutte le cessioni di beni e prestazioni di serviziù
  • collaborare con l’amministrazione fiscale dello Stato membro nel quale sono registrati per l’OSS e in un’unica lingua, anche se le loro vendite avvengono in tutta l’UE.

E fin qui possiamo dire: problema risolto….per l’IVA!

Quando parliamo di accise qual’è la prassi da seguire? La strada non è semplice, mi sento di affermare.

Il meccanismo OSS UE, che non ha nessun effetto sulla normativa accise ricordiamolo, non consente al venditore di andare a versare l’accisa nel paese di destinazione della spedizione, ovvero lo Stato dal quale il nostro cliente privato sta effettuando, tramite il sito internet dell’azienda, l’acquisto. E come può il venditore versare l’imposta nel Paese di destinazione? Esclusivamente identificandosi nel Paese dello Stato Membro UE e chiedendo l’attribuzione di un codice accisa oppure avvalendosi di terzi soggetti, muniti di un codice accisa sul quale appoggiare la spedizione e portare a termine gli adempimenti legati alla corretta gestione dell’e-AD..

Tali obblighi normativi, non attenzionati né dal Legislatore Nazionale né dal Legislatore Europeo, generano un dispendio di risorse umane, amministrative ed economiche non indifferenti per gli interessati alla vendita a distanza di Vino, o in ogni caso di prodotti alcolici sottoposti ad accisa, tanto da rendere spesso antieconomica e non sostenibile l’operazione.

A causa di questi gravosi adempimenti a carico dei venditori, che ricordiamo devono prodigarsi per versare l’accisa, se dovuta, nel paese di destino dei beni ovvero lo Stato Membro UE dell’acquirente consumatore finale, sono ormai diffuse delle pratiche commerciali scorrette e che non rispettano gli adempimenti fiscali e di versamento delle imposte, talvolta nella totale inconsapevolezza dello stesso venditore, sia esso produttore o commerciante di vino. Tali pratiche, banale dirlo, espongono l’imprenditore ad un rischio che quest’ultimo probabilmente non sa neanche di correre.

Per una corretta gestione amministrativa e fiscale dell’operazione di vendita tramite canale e-commerce, anche finalizzata alla serenità dell’imprenditore oltre che alla verifica della sua marginalità economica, risulta necessaria una verifica approfondita con il Cliente, il consulente fiscale aziendale e il gestore del trasporto che avrà in carico la spedizione. Solo un attento controllo dell’intera operazione permetterà all’operatore di valutare se la strada del commercio a distanza verso Stato Membro UE è da percorrere, correggere oppure affinare tramite l’affiancamento di altre strategie commerciali di vendita.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *